BENVENUTO IN ISRAELE

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Info Utili

Partenza Su richiesta tutto l’anno
Rientro
Durata
8 giorni/ 7 notti
Fuso orario
 +1 ora rispetto all’Italia
Moneta Shekel (NIS)
Lingua ebraico, arabo, diffusi l’inglese ed il russo.
Vaccinazioni  Nessuna obbligatoria
Formalità di ingresso
 Passaporto con validità minima di 6 mesi
Visti Documentazione necessaria per l’ingresso nel Paese
Passaporto: 
Necessario con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso. Per eventuali variazioni a tale norma si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato israeliano in Italia o presso il proprio agente di viaggio.Per altre informazioni, visita la sezione “note”.

 

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Viaggi all’estero dei minori: Si prega di consultare l’Approfondimento  “Prima di partire – documenti per viaggi all’estero di minori”

Ingresso nei Territori Palestinesi: Non è possibile giungere nei Territori Palestinesi senza transitare per frontiere controllate da Israele. Tutti coloro che intendono recarsi in Cisgiordania e a Gaza devono quindi conformarsi alle normative israeliane. Ciò vale anche nel caso in cui si provenga dalla Giordania e si intenda entrare in Cisgiordania attraverso il ponte di Allenby, posto sul lato cisgiordano sotto esclusivo controllo dell’esercito israeliano.

Visto d’ingresso: Non richiesto per entrare in Israele come turista fino a 90 giorni di permanenza. Al momento dell’ingresso in Israele, le autorità israeliane non appongono il timbro di ingresso sul passaporto, ma consegnano un piccolo tagliando con i dati del viaggiatore e i termini del visto, da esibire in particolare in caso di ingresso nei Territori Palestinesi. Si raccomanda di conservare tale tagliando sino al momento del rientro in Italia.
Nei Territori Palestinesi, per soggiorni superiori a 90 giorni e per motivi diversi da turismo (studio, lavoro, ONG, etc.) è necessario munirsi di un visto “Judea e Samaria only” rilasciato in loco dall’autorità israeliana responsabile per i Territori Palestinesi (Coordinator of Government Activities in the Territories), tramite il Ministero palestinese per gli Affari Civili.   Si suggerisce di contattare, prima della partenza, l’Ambasciata d’Israele a Roma per verificare se il programma di viaggio possa creare problemi al momento dell’ingresso in Israele.
La presenza di timbri o visti di alcuni Paesi arabi o islamici o considerati sensibili sul passaporto non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio sfavorevole per la Polizia di frontiera, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile.
Per i controlli di sicurezza in aeroporto, sia in arrivo sia in partenza, i tempi richiesti possono essere più lunghi rispetto alla media. Occorre quindi avere pazienza e arrivare con un ampio margine di anticipo. All’arrivo, in alcune circostanze, i controlli possono includere lunghi interrogatori e perquisizioni e concludersi – per motivazioni anche non immediatamente esplicitate all’interessato- con un diniego di ingresso nel Paese. Situazioni di questo tipo si sono ad esempio verificate nel caso in cui le persone in arrivo non presentino sufficienti garanzie sulla natura turistica del proprio viaggio in Israele. La persona fermata è trattenuta in stato di detenzione amministrativa in stanze condivise, con limitate possibilità di contatto con l’esterno ed in condizioni di potenziale disagio. In questi casi, poiché il rientro nel paese di provenienza avviene di norma con il primo volo utile della compagnia aerea di arrivo verso la città di partenza, l’attesa del volo può essere superiore a un giorno. A volte è consentito ripartire con un volo di altra compagnia, ma con spese a carico della persona fermata.

Valichi (check-points): Il passaggio da Israele ai Territori Palestinesi avviene attraverso dei valichi (check-points) controllati dalle autorità militari israeliane, alcuni dei quali dedicati ai soli traffici commerciali o a speciali categorie di viaggiatori (ad esempio esponenti di governo, diplomatici).
Le autorità israeliane controllano attentamente l’attraversamento dei valichi, soprattutto in direzione di Israele. E’ sempre opportuno portare con sè i propri documenti identificativi, il tagliando ricevuto in aeroporto o, in alternativa, il visto di soggiorno e ogni altro documento utile a dimostrare il diritto di accesso in Israele.
In alcuni casi, per ragioni di sicurezza legate a situazioni di tensione localizzata, le autorità israeliane si riservano la temporanea sospensione del passaggio attraverso alcuni valichi. Si raccomanda di verificare preventivamente l’apertura del valico prescelto. Per le stesse ragioni di sicurezza, Israele tende a sospendere il transito dei valichi in occasione delle più importanti festività ebraiche.

Respingimenti: Si registrano respingimenti alla frontiera israeliana di connazionali ritenuti non in grado di fornire adeguati chiarimenti circa contatti con controparti palestinesi all’origine del loro viaggio o che non presentino sufficienti garanzie sulla natura turistica del proprio viaggio in Israele.
A tal proposito, si sottolinea che le Ambasciate straniere in Israele non hanno alcuna capacità di influenzare le procedure di ingresso o respingimento dei propri cittadini alla frontiera. Si raccomanda nondimeno, in caso di difficoltà, di informare immediatamente l’Ambasciata d’Italia.
Al fine di evitare provvedimenti di respingimento alla frontiera, le persone che siano state destinatarie di un provvedimento di espulsione dal Paese, che abbiano illegalmente risieduto in Israele o che abbiano ricevuto in passato un diniego di ingresso, sono invitate ad accertare quale sia il proprio status  presso le autorità consolari israeliane all’estero prima di intraprendere un viaggio in Israele o presso il Ministero degli Interni israeliano.
Si segnala altresì che alle seguenti categorie di persone, a prescindere dalla loro nazionalità, potrebbe essere impedito l’accesso a Gerusalemme e all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv:
–    coniugi di un palestinese;
–    bambini al di sotto dei 16 anni, i cui genitori siano iscritti nel “Registro della Popolazione Palestinese”;
Si segnalano, inoltre, possibili restrizioni per visti di lavoro a stranieri per lo più di ONG che operano nei Territori Palestinesi e a Gerusalemme Est.
Le autorità israeliane non ammettono il transito verso la Cisgiordania e Gaza di palestinesi privi della carta di residenza a Gerusalemme attraverso l’aeroporto Ben Gurion o altri aeroporti in Israele. Tale divieto è esteso anche a palestinesi con diverse cittadinanze, inclusa quella italiana.

Nel marzo 2017 il Parlamento israeliano ha approvato una legge che impedisce l’accesso nel Paese a coloro che in passato hanno invitato al boicottaggio di Israele o degli insediamenti. Nel gennaio 2018 è stata pubblicata una lista di nomi di organizzazioni ,tra cui alcune italiane ed europee, ai cui membri potrà essere negato l’ingresso nel Paese.
Per controllare il proprio status personale si potrà fare riferimento all’Ambasciata d’Israele in Italia.

Cittadini italiani di origine palestinese: La mobilità dei cittadini italiani di origine palestinese, residenti nei Territori Palestinesi, è generalmente consentita alle stesse condizioni previste per i palestinesi.
L’entrata e l’uscita dai Territori Palestinesi sono prevalentemente ammesse attraverso la Giordania, esibendo un titolo di viaggio palestinese.  Gli stessi spostamenti sono, invece, soggetti a limitazioni per ciò che attiene il transito sul territorio israeliano attraverso l’aeroporto “Ben Gurion”.  Per la partenza da tale aeroporto, infatti, è necessario ottenere preventivamente dalle autorità israeliane un permesso di ingresso in Israele dalla Cisgiordania o da Gaza; per l’arrivo a “Ben Gurion” dall’estero, le autorità israeliane potrebbero decidere di non ammettere in ingresso il passeggero, una volta giunto in aeroporto.
Ai visitatori di origine palestinese residenti all’estero, il cui atto di nascita risulti negli archivi dell’amministrazione israeliana dei Territori palestinesi, potrebbe poi essere richiesto di dotarsi di un documento di viaggio palestinese per uscire dal Paese. Ai visitatori che rientrano in tale categoria, il passaporto italiano potrebbe non rappresentare un titolo di viaggio sufficiente per poter ripartire con conseguenti ritardi e difficoltà.  Anche in questi casi, l’arrivo e la ripartenza potrebbero essere soggette alle limitazioni al transito sul territorio israeliano attraverso l’aeroporto “Ben Gurion”, previste per i residenti nei Territori Palestinesi.
Si suggerisce, quindi, a questi visitatori di rivolgersi per ogni eventuale chiarimento o aggiornamento e prima di intraprendere il viaggio, alla rete diplomatico-consolare israeliana presente in Italia.

Formalità valutarie: nessuna